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SCIOLTO NELL'ACIDO

Aprile in Italia è mese in cui si festeggiano le liberazioni e in attesa di quella del 25 aprile abbiamo festeggiato con grande giubilo quella del 1° aprile che è la data in cui ci hanno finalmente liberato dalle angherie dell’inquietante Comitato Tecnico Scientifico, sciolto senza lode e con infamia dopo due anni di scempi e di inutili draconiane vessazioni.

Hanno perfino organizzato per l’occasione al Ministero una festicciola di commiato, una sorta di “pizzata di fine pandemia” per usare l’ironia del sempre spassosissimo Osho.

Quelli che in questi due anni non si sono prestati a subire in silenzio gli abusi di potere e le menzogne quotidiane dei membri del Tribunale Sanitario Speciale, beccandosi la patente di complottisti o di negazionisti, pensavano e si auguravano che il tempo sarebbe stato galantuomo e che magari tra qualche anno la verità sarebbe stata restituita agli italiani.

Invece, incredibilmente, non è passato neppure un giorno dallo scioglimento ed ecco che è già arrivato il primo pentito, il primo reo confesso, a buttare acido muriatico su ciò che resta del Cts riducendolo a quello che in fondo è sempre stato fin dall’inizio, una poltiglia informe, una incestuosa unione tra scienza e politica che ha partorito un mostro più velenoso della stessa malattia che si voleva combattere.

In pochi minuti di intervista su Radio 1, infatti, il professor Donato Greco, ex membro del Cts, ha praticamente fatto a pezzi l’operato del suo stesso Comitato e, cosa peggiore, ha confessato che tutte le misure adottate sono state misure inutili e dannose: “La più grande difficoltà del Cts è stata dover suggerire misure di contenimento e mitigazione la cui efficacia scientifica era debole, mentre i costi sociali ed economici erano certi. Qualsiasi chiusura, a cominciare dalle scuole fino alle restrizioni delle attività commerciali, non è riuscita a contrastare la diffusione del virus. L’isolamento di marzo e aprile 2020 non ha sortito nessun effetto sul contenimento dell’epidemia”.

Ma come ? Due anni di assurde restrizioni, di persecuzioni, di lavoratori lasciati alla fame, di renitenti trattati come appestati o, peggio, come terrapiattisti e malati mentali, e ora ci vengono a dire che era tutto sbagliato, inutile e perfino dannoso ?

Eppure il supplizio è durato mesi e mesi, e a questo punto viene fuori che tutte le varie menzogne non erano semplicemente errori dovuti alle difficoltà di decifrare gli effetti della pandemia ma erano menzogne dolose, come i 2.500 morti al giorno annunciati dal menagramo Abrignani, la durata della efficacia della terza dose che sarebbe dovuta essere di dieci anni (poi ridottasi e misere 10 settimane), e altre cialtronate varie come il “greenpass garantisce ai vaccinati di non contagiarsi”, “chi non si vaccina muore”, “i vaccinati non contagiano”, “ai novax bisogna rendere la vita difficile perché sono pericolosi”, “bisogna stanare i novax casa per casa”, per non dimenticare lo scempio più grande e deleterio del protocollo “tachipirina e vigile attesa” su cui saranno presto chiamati a pronunciarsi i tribunali penali.

Sulla efficacia del siero poi il regime psico-sanitario ha raggiunto le vette più alte della mistificazione, passando dagli annunci epocali della salvezza dell’umanità e dall’adorazione religiosa, al dogma, all’atto di fede, per poi passare alla delusione malamente mascherata, ai distinguo e ai sofismi pseudo-scientifici, per finire alla ostinazione fatta di oppressioni, di sanzioni persecutorie e di arrampicate olimpiche sugli specchi e senza unghie.

Una bella e meritata stoccata poi il Prof. Greco l’ha riservata anche al diluvio cialtronico-sanitario dei virologi da salotto televisivo, che hanno rovinato l’infanzia ad una intera generazione di bambini che ogni giorno se li sono ritrovati davanti come dei corvi neri sempre in agguato: “È vero, abbiamo tenuto una conferenza stampa ogni settimana, ma senza impatto mediatico perché tutti gli spazi erano occupati dalle virostar che hanno avuto accesso ai media in modo intenso pur non avendo esperienza specifica”. Bassetti? Chi discuteva sempre le decisioni del governo era esasperante. Pregliasco? Si è sempre occupato di virologia dell’influenza. Zangrillo? È un rianimatore, non ci azzecca. Crisanti? È un polemista, bravissimo con le zanzare e personaggio molto discusso nel mondo accademico”.

Ma come se tutto ciò non bastasse, dalle parti del governo Draghi, dove non sanno cosa sia la vergogna, si mostrano già nostalgici al punto che il ministro Speranza, che ormai vive in una realtà parallela, si è spinto ad affermare che “il ruolo del Cts è stato fondamentale e ha segnato anche un rapporto tra politica e scienza che dobbiamo conservare per il futuro”, e gli ha fatto eco il coordinatore del Cts Franco Locatelli per il quale “il Cts e stato certamente un modello che resterà patrimonio del Paese”, una roba da andarsi a fare lo shampoo con il diserbante e la doccia con l’acqua santa di Medjugorje.

Per fortuna però l’incubo sembra ormai terminato e dopo la grottesca festicciola di addio, che evoca una immagine fantozziana di una tristezza raccapricciante, quelle facce e quei nomi non li rivedremo mai più e di essi non rimarrà più alcuna traccia se non quella che troveremo nei verbali di qualche pubblico ministero e nelle sentenze di qualche tribunale.

Ugo Antani




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