PER ME NON VALES

Direttamente dalla scuderia di Maria De Filippi abbiamo assistito all'esibizione canora di Sergio Sylvestre, cantante americano laureato al Conservatorio di Amici, in occasione dell'apertura della importantissima finale del torneo di calcio estivo Coca Cola Cup per giocare la quale si è perfino derogato alle ferree regole anti-Covid delle mascherine da sala operatoria e del distanziamento asociale. Il brano scelto per l'esibizione abbastanza impegnativo, ovvero quel pezzo musicale tuttora in voga scritto qualche annetto fa da Michele Novaro e Goffredo Mameli, dal testo un po' difficile e criptico al punto che il 99% degli italiani ne ignora praticamente tutte le parole tranne le prime due "Fratelli d'Italia" e l'ultima "si".. Quanto al suo significato pare che l'intenzione dei suoi autori fu quella di rappresentare e mettere in strofa, in si bemolle maggiore, l'identità di un popolo e l'unità di una nazione, con un connotato talmente patriottico da essere stata perfino scelta nientemeno che come Inno nazionale della Repubblica Italiana, e pare che ci sia perfino qualcuno che oggi a distanza di tanti anni ancora se la ricorda questa storia seppure a stento. Di fronte ad un pubblico non pagante (ma solo perché assente) il coraggioso e imponente artista, già fisionomicamente non proprio corrispondente alla tipologia fisica e cromatica italico-peninsulare, deve essere stato mal consigliato e mal informato sul tema del brano da interpretare poiché nessuno gli ha evidentemente spiegato che vestirsi da gangster di strada con collana d'oro al collo non era esattamente in linea con lo spirito di Mazzini e del Risorgimento italiano. Look discutibile a parte, la performance canora non è stata all'altezza delle aspettative, il povero Sergio quando ha visto che il testo della canzone era scritto in una lingua ignota con parole strane e incomprensibili, ha chiesto di poterla cantare in playback ma stante la solennità dell'evento non hanno potuto assecondarlo ed è stato costretto quindi ad imparare a memoria tutte quelle frasi sconnesse senza ovviamente capirci nulla del loro significato (e d'altronde neppure lo si può biasimare considerato che quei pochissimi italiani che ancora oggi la cantano e cioè i giocatori della Nazionale all'inizio delle partite lo fanno senza sapere nemmeno loro cosa accidenti stanno dicendo). Viste le premesse quindi nulla di buono ci si poteva attendere e, infatti, il buon Sergio nel mezzo della strofa più intensa si è dimenticato le parole e si è piantato sul posto come un cavallo da corsa in rottura, e la strozzatura è stata resa ancora più imbarazzante dal silenzio degli spettatori virtuali collocati sugli spalti della Playststion4 Fifa 2020. Anche lo stile canoro prescelto dagli autori non si è rivelato particolarmente adatto all'impronta del brano originale, tenuto conto che cantare in stile pop l'Inno di Mameli equivale più o meno a far suonare l'Ave Maria di Schubert dagli Iron Maiden. Ma il pezzo forte (forte inteso per lo stomaco) è stato il gran finale dove la mano sul cuore che normalmente accompagna l'Inno è stata sostituita da un pugno sinistro alzato e l'urlo di battaglia "l'Italia chiamò si" è stato sostituto con un inglese "No justice no Peace". Ora passi pure per il messaggio della Pace nel Mondo che non sfigura mai nemmeno nelle sfilate di Miss Italia ed è sempre buono per ogni occasione, ma il pugno chiuso (tra l'altro il sinistro) alla fine dell'Inno di Mameli quello no, quello ce lo potevano e dovevano risparmiare. Primo perché il pugno sinistro alzato già di per sé evoca foschi e rossi fantasmi (e già questo basterebbe). Secondo perché se l'intento è stato quello di rendere omaggio a George Floyd e di sostenere la causa del Black Live Matters (giusta o sbagliata che essa sia) non c'era il benché minimo motivo e la benché minima connessione logica nel farlo in occasione dell'Inno Nazionale Italiano. Per concludere quindi sull'esibizione, con la stessa cattiveria di giudizio di un Rudy Zerbi, "per me non vales", voto zero, e un ulteriore velo di tristezza aggiunto alla tristezza di uno spettacolo sportivo già desolante di suo. Unica nota positiva della serata: pare che per spirito di riconoscenza in occasione del prossimo Super Bowl negli Stati Uniti a cantare l'inno americano sarà chiamato Gigi D'Alessio.

Ugo Antani


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