LA VARIANTE SANREMESE

"Io sono un direttore d'orchestra, non una direttrice d'orchestra, quello che conta per me è il talento e la preparazione con cui si svolge un determinato lavoro, nel mio caso la mia professione ha un determinato nome ed è direttore d'orchestra", così si è presentata Beatrice Venezi, pianista e direttore d’orchestra, sul palco di Sanremo per la premiazione del vincitore delle Nuove Proposte. Un vero affronto per gli ideologi imperanti e imperversanti del politicamente corretto che perseguono da tempo il loro obiettivo di imporre il pensiero unico dominante dal quale ormai è divenuto perfino sacrilego discostarsi. L’inattesa variante ha suscitato tantissime reazioni sui media e sui social e, ovviamente, non si è fatta attendere neppure un minuto quella della PresidentA per eccellenza, la più corretta tra le corrette, l’Imam della declinazione al femminile Laura Boldrini la quale ci ha illuminato spiegandoci che “il femminile è bellissimo" e che nel caso della Venezi si tratta di "un problema serio che dimostra poca autostima". "Inviterei la direttrice Venezi a leggere cosa dice l'Accademia della Crusca, la più alta autorità linguistica del nostro paese. Se il femminile viene nascosto, si nascondono tanti sacrifici e sforzi fatti". Mi permetto di invitarla a riflette su queste cose. Spero si renda conto che usare il femminile possa aiutare tante ragazze ad avvicinarsi a questo lavoro che per secoli è stato solo di uomini”. Mentre quindi per la Venezi, che di autostima dimostra di averne davvero tanta, ciò che conta sono il talento e la preparazione, per la Boldrini invece ciò che conta è quello che dice l’Accademia della Crusca. Da un lato, quello della Venezi, la libertà di pensiero e di espressione e l’affrancamento dalle imposizioni ideologiche, dogmatiche e buoniste dei falsi moralisti, dall’altro lato, quello della Boldrini, la ripresa censoria della dittatura del politicamente corretto che esige da tutti l’adeguamento al pensiero unico dominante che pretende di omologare il pensiero e le coscienze, demonizzando quelli che la pensano diversamente, etichettandoli come rozzi, trogloditi, sessisti, o razzisti, nell’intento malcelato di tenere il più lontano possibile dalle pubbliche tribune chiunque non sia allineato. Prevedibile e fin troppo scontato, quindi, il solito delirio della Boldrini alla quale tuttavia sfugge che proprio l’orgogliosa rivendicazione della Venezi, la quale ha voluto rammentare a tutti che le conquiste delle donne si ottengono con il talento e con il lavoro e non con le storpiature della lingua italiana, è molto più utile alle battaglie delle donne rispetto alle inutili e grottesche battaglie della PresidentA.

Ugo Antani



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