L'ODIO MIGLIORE

Forse non lo sapevate ma esistono due diversi tipi di odio.

C'è l'odio buono e giusto, talmente buono che te lo puoi spalmare come la Nutella e leccarti anche le dita, e c'è invece l'odio cattivo e mefitico, quello che come l'antrace ti avvelena solo a respirarlo.

L'odio buono lo puoi praticare liberamente all'aperto e in tutte le stagioni, ti fa bene anche alle ossa e alla circolazione, l'odio cattivo invece ti abbrutisce, ti rovina il colesterolo e ti rende un reietto della società.

Repulsione, vergogna censura, questo è ciò che suscita l'odio cattivo e brutale praticato dalle destre dei Salvini e dei Meloni che se ne vanno in giro a discriminare i migranti, le donne, gli omosessuali, e a fomentare l'odio sociale e il razzismo.

Apprezzamento, condivisione e grande senso di fratellanza è invece ciò che suscita l'odio praticato a fin di bene dai dispensatori del pensiero unico della sinistra del politicamente corretto.

Ed è stato proprio l'odio, ma quello buono e giusto, a colpire in questi giorni la candidata leghista alle elezioni regionali in Toscana Susanna Ceccardi, rea di avere sfidato nella contesa elettorale il candidato rosso del PD Eugenio Giani.

Siccome le vogliono bene, le hanno immediatamente riversato contro tutto il loro sentimento di nobile e amorevole odio.

Ha iniziato il Fatto Quotidiano che pur di attaccarla (a corto evidentemente di argomenti) si è spinto al punto di tirare in ballo la figlia della Ceccardi, che i genitori hanno deciso di chiamare Kinzica in omaggio all'eroina che ha salvato la città di Pisa dall'invasione dei Saraceni.

Scelta libera e non degna di rilievo se non per il il Fatto Quotidiano che ha definito la Ceccardi "talmente intrisa di epica leghista e di retorica anti-islamica che sull'altare di queste sue passioni ha sacrificato il nome della figlia la quale magari la perdonerà, dopo tanti anni di psicanalisi".

Dovrebbe normalmente reputarsi ripugnante mettere in mezzo un bambina di un anno ma, si sa, l'odio del Fatto Quotidiano è un odio benevolo e tanto democratico.

Ha rincarato poi la dose proprio lo stesso candidato Giani il quale ha qualificato la Ceccardi come una "cagna al guinzaglio di Salvini", un epiteto che se fosse stato pronunciato da uno di quei cavernicoli di Salvini o Meloni avrebbe indotto la "inginocchiata concezione" Laura Boldrini ad invocare l'intervento della Corte Europea dei diritti umani.

Ci si è messo poi anche il sindaco del Pd di San Miniato che ha definito la Ceccardi come ‘una protesi’ di Salvini offendendo migliaia di persone che le protesi sono costrette a portarle per davvero e non certo per motivazioni politiche.

Dulcis in fundo, il principe assoluto del livore ideologico e dell'odio applicato ai rapporti umani, ecco il non profumato vignettista Vauro che ci ha regalato uno dei suoi tanti capolavori dell'arte dell'acrimonia moderna con una vignetta ritraente Salvini che tiene a bada con la catena l'abbaiante cagna Ceccardi.

Un vero attacco concentrico e una valanga di odio che sarà pure buono come la Nutella ma a sentirne l'odore lascia un insopportabile tanfo di cloaca e di bieca ideologica discriminazione.

Ugo Antani


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